I Fedelissimi entrano

I Fedelissimi rompono l'unità della Sud

I Fedelissimi rompono l'unità della Sud

Se all'interno della Gradinata Nord il fronte è compatto e opta per non entrare al derby, la Sud si divide

a metà come da tanti anni a questa parte. Gli Ultras Tito Cucchiaroni, che occupano la parte superiore, resteranno fuori dal "Luigi Ferraris". I Fedelissimi 1961, invece, rompono l'unità e decidono di sostenere Palombo e soci. Ecco il comunicato stampa del club.
"La nostra decisione è di entrare. Ancora una volta ci ritroviamo davanti all’ennesimo attacco nei confronti di noi tifosi da parte dell’intero mondo del calcio e di tutte le istituzioni. Il calcio moderno ha scagliato una nuova infamia nei confronti della città intera, rendere il Derby di Genova al pari di una qualsiasi partita di poco conto mediatico, il Derby di Genova non merita un orario migliore dato che nello stesso turno di campionato ci sono partite più importanti. Le esigenze dei tifosi non possono essere paragonate ai fatturati delle televisioni, la passione popolare che peso volete che abbia se dall’altra parte si tratta di incassi di milioni di euro. I tifosi per il calcio moderno devono essere solamente degli spettatori, meglio ancora se spettatori da divano. Il calcio moderno vuole che i tifosi si rechino allo stadio solo se tutti “tesserati” e preventivamente autorizzati, il calcio moderno non vuole dentro lo stadio striscioni, tamburi e gli impianti di amplificazione perché simboli di libertà di espressione e di folclore.
Il calcio moderno vuole dei clienti e non dei tifosi, vuole noi fuori dagli stadi, poiché noi siamo l’antitesi a tutto ciò; noi siamo amicizia, aggregazione e tifo libero, e finché potremo farlo andremo sui nostri gradoni urlando a squarciagola e mani alzate.
Nel corso della stagione 2006/2007, dopo i fatti di Catania e la seguente introduzione della Legge Melandri che prevedeva il divieto di entrare del nostro striscione, fummo privati del nostro simbolo e di una parte della nostra storia, così decidemmo di autosospendere tutte le attività fino al termine del campionato per poter riflettere sul futuro del nostro Club.
La decisione non fu nè semplice e nè immediata, una parte dei ragazzi seguirono la Samp fuori dallo stadio, ma alla fine si decise di continuare, si decise di interrompere l’autosospensione e di tornare al nostro posto all’interno della Sud.
Ci fu tolto molto ma non ci fu tolta la nostra essenza, da quel giorno si decise di esprimere la nostra lotta contro il calcio moderno dall’interno del calcio moderno stesso, dall’interno dello stadio.
Noi al Derby entreremo e lo rifaremo ogni volta che potremo farlo senza autorizzazioni e in piena libertà; contro questo calcio, contro chi ci vorrebbe cancellare dalla faccia della terra e a sostegno dell’Unione Calcio Sampdoria".

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