Marcello Zinola sui corsi dei giornalisti

Marcello Zinola

Marcello Zinola, responsabile formazione Odg Liguria, noto giornalista di grande

spessore prima al “Corriere Mercantile” e ora al “Secolo XIX”, quindi profondo conoscitore dei problemi di noi giornalisti e voce sindacale all’interno della nostra categoria, richiama, attraverso una newsletter a tutti gli iscritti all’ordine professionale dei giornalisti liguri, un comportamento degno durante i corsi formativi. Di recente, infatti, secondo varie segnalazioni, ci sono stati casi poco consoni. Ecco cosa è riportato nella newsletter:
<La realizzazione dei corsi di formazione e di aggiornamento, deontologici e no, si basa sulla professionalità e sull'impegno (volontario) di alcuni di noi e dei relatori (giornalisti e no) che contribuiscono alla loro costruzione su iniziativa propria dell'OdG ligure o di altri istituti di categoria o in collaborazione con altri ordini e realtà culturali, associative (avvocati, medici, ingegneri, Palazzo Ducale, Coni eccetera). 
Purtroppo, abbiamo riscontrato direttamente, o su segnalazione dei colleghi che seguono correttamente i corsi (sono la maggioranza) alcuni comportamenti poco educati rispetto sia ai relatori sia ai colleghi stessi. Vi richiamiamo quindi a due osservazioni.
Siamo tutti giornalisti e può capitare l'emergenza con una chiamata di lavoro, ma i telefonini vanno silenziati, tablet e notebook devono essere spenti se non sono utilizzati per prendere appunti. Tantomeno è consentito, come accaduto ancora di recente a Genova durante un corso nell’aula del circolo ufficiali, che qualche collega attrezzi il divano in fondo alla sala per lavorare o, peggio (è accaduto pure questo) per “pisolare” costringendo uno dei relatori a intervenire. I corsi sono una cosa seria, i crediti formativi non sono un gentile omaggio perché uno si iscrive e poi fa dell'altro "tanto maturo i crediti". Il rispetto e la buona educazione sono dovuti sia ai relatori sia alla grande maggioranza dei colleghi che partecipano seriamente ai vari eventi. Anche questa potremmo definirla come “deontologia” dei rapporti umani e professionali>.

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