L’indagine della corte dei conti sui farmaci

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa da parte dell'ex segretario regionale

del Pd, Giovanni Lunardon, savonese, attuale consigliere regionale "Dem", sui farmaci:
L’indagine della Corte dei Conti, avviata attraverso la Guardia di Finanza, sulla distribuzione dei farmaci salvavita affidata dalla Regione alle farmacie di cui si legge oggi sul Secolo XIX è purtroppo l’esito scontato di una vicenda su cui avevamo messo in guardia da tempo la Giunta Toti. Sia in Consiglio regionale, con una dura battaglia culminata con la richiesta di una seduta monotematica, sia in sede di discussione del piano sanitario il Gruppo del Pd aveva sollevato il problema. Ma il centrodestra era andato avanti per la propria strada. Anche la Corte dei Conti, a suo tempo, aveva espresso forti riserve sulla decisione di Toti e Viale di scardinare la buona pratica avviata dal centrosinistra e aveva lanciato un tempestivo allarme sui rischi che la spesa farmaceutica andasse fuori controllo, allarme che è stato fatto cadere nel vuoto.


La distribuzione diretta dei farmaci salvavita (tramite le Asl) era stata avviata dalla precedente amministrazione regionale, prima con la sperimentazione partita nell’Asl 1 imperiese (che prevedeva anche il recapito domiciliare) e poi era stata estesa al resto della regione. Grazie a quel sistema, premiato come buona pratica dalla Corte dei Conti, l’Ente era riuscito a risparmiare parecchi soldi e a evitare sprechi. Ma affidando quel servizio alle farmacie, che per svolgerlo devono giustamente avere un tornaconto economico, è chiaro che le spese per le casse della Regione aumentino. E non è un caso che proprio la spesa farmaceutica da almeno un paio d’anni anche per questa ragione sia finita fuori controllo.

Un altro aspetto negativo di questa vicenda riguarda le gravi affermazioni che il commissario straordinario di Alisa Locatelli ha pronunciato all’indirizzo della Corte dei Conti, accusata di “atteggiamento pregiudiziale”. Di fronte a un’indagine della Guardia di Finanza un amministratore pubblico non può fare altro che mettersi a disposizione, senza giudicare le intenzioni che animano quella stessa indagine. Si tratta di un giudizio gratuito e soprattutto di un comportamento scorretto sotto il profilo istituzionale". 

 

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