La Lodi su Villa Croce

Cristina Lodi del Pd

Duro intervento del capogruppo del Partito Democratico a Tursi sul parco di Villa Croce a Castelletto. La più votata

tra i Dem alle scorse elezioni comunali osserva con toni preoccupati: <A metà marzo, interrogata sul tema Villa Croce nel corso di una Commissione consiliare chiesta e voluta dal nostro gruppo insieme ai consiglieri di Lista Crivello, l'assessore Serafini aveva garantito, a noi eletti, ma soprattutto alle tante realtà audite in Sala Consiliare - dai finanziatori ai sostenitori del Museo -  che entro i primi giorni di aprile avrebbe fornito dati certi sulle scelte in tema di governance di questa prestigiosa realtà culturale. Questo a fronte di una situazione di forte incertezza sulle problematiche e le prospettive di rilancio di Villa Croce, a cui l'assessore Serafini non aveva, fino a quel momento, fornito risposte adeguate e soddisfacenti.

Sono passati quasi due mesi. Nulla è cambiato. Anzi, molto è peggiorato. Le risposte non sono arrivate. E la fama e la realtà di Villa Croce rischiano sempre più di essere un lontano ricordo. 

In questi giorni abbiamo infatti appreso dalla stampa che non solo non esiste alcuna governance, ma, in un solo colpo, i finanziatori e i sostenitori di Villa Croce hanno deciso di abbandonare di fronte alla mancanza di certezze, considerazione e coinvolgimento da parte dell'assessore Serafini. Al momento non risulta chiaro chi apre e chiude il museo che custodisce preziose collezioni, patrimonio di tutti i genovesi e il curatore di mostre e iniziative da giugno non sarà più al Museo, ma collaborerà con Palazzo Ducale. 

E allora cosa resterà di Villa Croce? Vogliamo saperlo al più presto, in rappresentanza dei genovesi.

Ecco perché chiediamo una Commissione urgente sulla questione. Inoltre ci stiamo già attivando nei confronti di chi ha a cuore il futuro di Villa Croce ed oggi si trova a doverlo difendere dalla stessa volontà dell'assessore Serafini, che sembra immaginarla solo come “location” per matrimoni e festeggiamenti.

Lo dobbiamo alla città di Genova, al suo patrimonio culturale, al Museo di Villa Croce e a chi, sino ad oggi, si è impegnato e ha lavorato con professionalità per raggiungere traguardi di prestigio>.

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