Via Buranello meltinpot

Si fa fatica a trovare un negozio italiano o  un cittadino italiano passeggiare per via Buranello, un tempo arteria

“in” di Sampierdarena assieme alla centrale via Cantore e alla periferica via Rolando. Complice l’invasione denunciata più volte dalla Lega che infatti qua sfonda tra i pochi italiani rimasti, sentire parlare genovese e italiano è davvero un miraggio, bisogna salire al Belvedere o a villa Scassi per osservare i primi italiani.
Ora, in via Buranello, per esempio, stazionano due parrucchieri ecuadoriani, uno arabo, due frutta e verdura in mano ai pachistani, un bar ecuadoriano, due negozi di chiamate e trasferimento di denaro in mano a chissà quale etnia asiatica, e poi ancora un ombrellaio cinese, tre negozi di abbigliamento cinese, un ristorante cinese. E tra i cittadini che passeggiano per questa arteria, fioccano sbandati, ubriaconi, prostitute che ospitano nelle loro case annunciate sui portali internet, drogati, gente poco raccomandabile e delinquenti comuni. I pochi italiani per lo più sono anziani, e vestiti molto male. Povera Sampierdarena! Povera via Buranello!

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