Il Tar sul depuratore di Sestri Levante

Il Tar Liguria con sentenza n. 620 del 16 luglio 2018 ha dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo e inammissibile

l’atto di motivi aggiunti proposti dal Comitato per la salvaguardia del territorio di Santa Margherita di Fossa Lupara e altri ricorrenti nell’impugnativa delle delibera 3/2017 del Consiglio Metropolitano di Genova e delle deliberazioni 87 88 e 56 del Consiglio Comunale di Sestri Levante.

Il Comitato non aveva infatti impugnato la deliberazione del Consiglio Metropolitano di Genova n. 14/2017, successiva a quella impugnata, che ha riprogrammato tutti gli interventi nell’ambito del territorio metropolitano, tra cui, giustappunto, il depuratore sito in località Ramaia.

Il Collegio, nonostante l’accoglimento dell’eccezione formulata dal Comune di Sestri Levante e dalle altre controparti in merito all’improcedibilità del ricorso, ha esaminato il merito di tutte le censure dedotte da parte ricorrente, ritenendole infondate e/o non condivisibili, smontando così tutti gli assunti rivolti a censurare la legittimità dei provvedimenti adottati dalla Città metropolitana di Genova e dal Comune di Sestri Levante.

In particolare si legge che la località Ramaia è stata sottoposta “ad una valutazione sulla base di alcuni profili, quali le autorizzazioni e i vincoli, la disponibilità delle aree, la fattibilità tecnica e l’impatto ambientale, la disponibilità del Comune, i tempi della realizzazione e la possibilità di evitare le sanzioni europee”.

Il Collegio ligure ha, altresì, osservato “che l’intero procedimento lascia trasparire la forte preoccupazione che le Amministrazioni tutte, Governo compreso, hanno palesato a fronte della possibilità che il ritardo nella costruzione del depuratore comportasse e comporti l’irrogazione di una sanzione pecuniaria assai elevata da parte dell’Unione europea: in tale senso la preminenza attribuita dalla Città Metropolitana alla disponibilità dei terreni in capo al Comune di Sestri Levante non appare illogica”.

Sulla mancata sottoposizione a Vas, il Giudice Amministrativo ha statuito che “sarà la conferenza dei servizi, da attivarsi a seguito dell’opzione preliminare fatta per l’installazione dell’impianto ad apprezzare le questioni riportate ed eventualmente determinarsi per l’apertura del procedimento di Vas”.

In relazione alle censure con cui parte ricorrente ha contestato l’incongruità della localizzazione dell’impianto con lo strumento urbanistico comunale, si legge che “la procedura di localizzazione di un impianto di pubblica utilità può essere ammessa con le procedure che determinano anche la modificazione dello strumento vigente”.

Il Collegio ligure ha accolto anche la tesi difensiva sostenuta dal Comune di Sestri Levante con la quale si rileva che l’art. 43, comma 3, lett. a) della L.R. n. 36/1997 ha ammesso “tra le modifiche del Puc che sono comunque compatibili con le descrizioni fondative dello strumento anche quei mutamenti che riguardano le tipologie dei servizi pubblici, una qualificazione che si attaglia ad un depuratore”.

In buona sostanza viene considerato e definito dal Tar Liguria aggiornamento e non variante la modifica della disciplina del Puc, apportata dal Comune di Sestri Levante.

Viene escluso il contrasto dell’impianto in previsione e il PTCP provinciale grazie anche ai documenti prodotti dall’Amministrazione comunale (cartografie, estratti tavole).

 

“Accogliamo la sentenza del Tar Liguria che conferma che le iniziative e l’iter che abbiamo condotto si è mosso nella piena legittimità delle procedure – commenta il Sindaco di Sestri Levante, Valentina Ghio –  È positivo che non vi siano ritardi nel percorso e ora occorre proseguire, nelle fasi successive, con un confronto aperto, anche con la frazione, in merito alla progettazione del sito, del migliore inserimento ambientale e delle richieste di riqualificazione dell’area che verranno per dotarci nel tempo più rapido possibile di un impianto moderno nell’interesse collettivo dei cittadini di Sestri Levante. Sono fiduciosa che da oggi si possa aprire una fase nuova di condivisione e di lavoro comune”.

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