Su ponte Morandi ancora tanta confusione

Il governo della confusione ha ancora una volta cambiato idea e, accogliendo l’emendamento firmato

, tra gli altri, da Flavio Di Muro, già collaboratore di Rixi in Regione, consentirà a Società Autostrade di intervenire nelle opere propedeutiche: cioè nella demolizione. Ma non è escluso che fra gli interventi previsti dall’emendamento della maggioranza di governo rientrino anche le indagini geologiche e preventive alla realizzazione dell’opera, lo studio di fattibilità e il progetto preliminare. E' duro l'intervento del capogruppo regionale del Pd, il savonese Giovanni Lunardon, che continua: "Posto che questo vuol dire che, come al solito, leghisti e 5 Stelle hanno raccontato balle agli italiani e ai genovesi per due mesi, la domanda sorge spontanea: per quale ragione Aspi può essere coinvolta nella demolizione e non nella realizzazione del ponte, percorrendo la via più rapida e meno esposta al rischio contenziosi, come da tempo richiede tutta la comunità genovese, dai sindacati alla categorie economiche, fino alle istituzioni locali?

Questo è il solo modo per garantire tempi certi e brevi per il nuovo ponte. Non farlo rischia di farci imboccare una via che non si sa dove porterà e in quali tempi consentirà di restituire il ponte a Genova.

Come avviene in tutto il mondo il concessionario ha il preciso dovere di restituire il bene che amministra intatto e funzionante. E se deve ripristinarlo deve farlo a sua spese, al netto della procedura di revoca che deve andare avanti, del giudizio della magistratura e delle azioni di risarcimento. Escludere Autostrade dalla ricostruzione è il più grande regalo che le si possa fare. Un favore che costerà allo Stato 600 milioni di euro, tra fondi di garanzia e sterilizzazione dell’indebitamento. Senza dimenticare poi i soldi per gli indennizzi degli sfollati, tra i 40 e i 60 milioni di euro, che ancora una volta, in un mondo normale, dovrebbero essere stanziati da Società Autostrade e non dalla collettività. Ogni euro pubblico messo dallo Stato per rifare il ponte è un euro pubblico sottratto alle misure per le imprese, i lavoratori e lo sviluppo di Genova. Ogni minuto che si perde è un danno inestimabile per la comunità genovese.

Mi auguro sinceramente che si apra una riflessione su questo punto e che il commissario Bucci batta un colpo per il bene di Genova facendo prevalere gli interessi della città rispetto a quelli della sua maggioranza".  

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