Genova, una citta’ divisa

Via Walter Fillak a Certosa, il simbolo di questo dramma

Nei suoi studi alla metà degli anni Sessanta Luciano Cavalli definiva Genova come “la città divisa”

, rimarcando la storica separazione politico-culturale tra le periferie operaie del Ponente e della Val Polcevera rispetto ai quartieri residenziali di vecchia e nuova borghesia sulle colline del centro e a Levante.
Oggi, all’indomani della tragedia del viadotto Morandi, la città è divisa di fatto, con una mobilità cittadina altamente compromessa, che sta già producendo inevitabili effetti negativi sulle condizioni di vita nei quartieri e sull’intero tessuto economico.
Su questi temi due giorni di confronto ( lunedì 5 e martedì 6 novembre ) presso l'Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Genova, Corso Podestà, 2, Genova.

Nella prima giornata di lunedì 5 al mattino interventi su "L’evoluzione delle disuguaglianze sociali a Genova"  e  “La disuguaglianza e le speranze di vita a Genova: l’associazione tra i tassi di mortalità e le condizioni socioeconomiche nei quartieri genovesi”.

Al pomeriggio al centro del dibattito  "Dopo la città divisa: i quartieri genovesi tra vecchie e nuove disuguaglianze” e la presentazione del  Dossier Val Polcevera

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