Da Roma spiccioli per Morandi ed il maltempo

Due tragedie hanno colpito in pochi mesi Genova e la Liguria: il crollo del ponte Morandi e l’ondata

di maltempo della scorsa settimana. Molte persone hanno perso la vita e ci sono stati danni ingenti, che stanno mettendo in ginocchio l’economia della nostra regione. Ma dal Governo non arriverà quasi nulla. Per il maltempo Roma stanzierà appena 9 milioni di euro, che non bastano neppure per coprire le somme urgenze del Tigullio, mentre per il ponte Morandi, dopo 3 mesi, attendiamo ancora l’approvazione di un Decreto legge che, comunque, sarà del tutto insufficiente. Le stime fatte dalla Camera di Commercio di Genova sui danni subiti dalle imprese dopo il crollo del Morandi sono molto gravi. Si parla di 422 milioni di euro, fra danni diretti e indiretti. Soldi che, da Roma, non potranno mai arrivare, a meno che non si chieda subito ad Autostrade di fare i lavori a sua spese, liberando i 30 milioni di euro all’anno per 10 anni che il Governo intende stanziare per l’eventuale costruzione del ponte, in caso Aspi non metta a disposizione la liquidità necessaria.

Abbiamo sempre sostenuto che ci sarebbe stato un effetto a catena sull’economia. E i 10 milioni per la cassa integrazione e le altre misure contenute nel Decreto Genova – prima o poi verrà mai approvato – non sono minimamente adeguate a quanto denunciato dalla Camera di Commercio.

A tutto questo poi si aggiunge la crisi di molte aziende che, nell’ultimo periodo, ha determinato la perdita di centinaia di posti di lavoro, che drammaticamente si sommano alle persone già licenziate a causa della caduta del ponte.

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