Compagno mitra, le stragi dei partigiani

La copertina di "Compagno Mitra"

Per troppo, tanto tempo, era calata la cortina di ferro sulle numerosi stragi sanguinarie dei partigiani

comunisti (è sempre bene distinguere tra partigiani cattolici, la minoranza, e partigiani comunisti, la maggioranza, i più sanguinari, gli ultimi a deporre le armi, e che puntavano alla dittatura russa di stampo bolscevica). A Genova ed in Liguria non si contano le stragi effettuate dopo il 25 aprile 1945, a guerra finita. Con questo intento Gianfranco Stella, sabato 16 febbraio alle ore 17 presso la sede dell'Ugl di Genova, in via di Brera, nel cuore della city, presenta il libro "Compagno mitra", un volume che cura al dettaglio ciò che fecero i partigiani comunisti dopo la guerra: stupri di massa, pestaggi, uccisioni, preti picchiati, bambini pestati a sangue. E partigiani di altro colore politico uccisi (probabilmente) come Aldo Gastaldi, e quindi le stragi di Castelletto, l'oro di Bargagli rubato ai tedeschi (e i cittadini di Bargagli che si sono arricchiti alle spalle dei nazisti, con ville con piscina) sul Polcevera (come racconta Pansa, venivano trovati galleggianti vari corpi fino alla primavera del 1946, tutti di fascisti), quindi le uccisioni a Quezzi, alla Doria, in corso Gastaldi alla casa dello studente, e poi ancora a Forte Begato sopra il Righi, a Sampierdarena, a Sestri Ponente, la fine che fecero i pochi fascisti di Voltri, di Campomorone.

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