Moody, striscione per Moody e Past. Svizzera

“La chiusura del ristorante Moody e della annessa  Pasticceria Svizzera, e la collegata crisi del gruppo

“Qui! Group” che hanno portato a circa 360 licenziamenti in tutta la città rappresentano un colpo mortale a centinaia di lavoratori, lavoratrici e famiglie genovesi, e una gravissima ferita al tessuto commerciale del centro di Genova e in particolare dell'area di Piccapietra, già gravata nei mesi scorsi da una crisi senza precedenti e dalla chiusura della Rinascente, e la perdita di oltre 100 altri posti di lavoro”. Lo dichiara in una nota Alberti, responsabile provinciale di CasaPound Genova.

Il movimento denuncia non solo il comportamento censurabile di Gregorio Fogliani, il quale da una parte si pavoneggiava sulle riviste come “imprenditore modello vicino ai dipendenti e alle donne lavoratrici”, e dall'altra rimaneva sordo alle richieste di spiegazioni e poi di aiuto dei suoi ex dipendenti, ma anche le Istituzioni, che solo tardivamente stanno interessandosi della grave situazione di questi lavoratori, dei livelli occupazionali e dell'erosione dei diritti dei lavoratori, schiacciati da imprenditori senza scrupoli, e del commercio in Genova e nel Centro, tra degrado, desertificazione e le richieste di affitti sempre più cari da parte delle proprietà, spesso riconducibili a quelle famiglie “nobili” genovesi sorde a tutto tranne che al proprio interesse, assieme alla sinistra cattocomunista i veri responsabili dell'immobilismo della città prima, e della sua decadenza oggi.

“Per queste ragioni - spiegano Andrea Lombardi, responsabile culturale di CPI Genova e Ettore Rivabella, responsabile del settore sindacale del movimento - nello spirito del fascismo rivoluzionario del 1919 che nel suo programma stabiliva universalmente – cento anni fa! – molti dei diritti dei lavoratori (dalla giornata di 8 ore, ai minimi salariali, alle modifiche sui progetti di legge di anzianità e vecchiaia), che ora vediamo minacciati e cancellati ogni giorno, CasaPound Genova nel 2019 sarà sempre in prima linea nella lotta per la dignità e il rispetto del LAVORO”.

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