Genova contro Maduro

Più forti del nevischio, del vento, del freddo (per i venezuelani, tre gradi in cielo sono davvero

poco, loro che solitamente vivono tra i 25 ed i 38°). Una ventina di venezuelani (a Genova sono un numero sparuto rispetto ai 28 mila ecuadoriani o ai 3 mila peruviani) ha manifestato in piazza De Ferrari, sotto a palazzo Ducale, davanti ai microfoni di "Vision Latina", contro il dittatore sanguinario comunista, il Generale Maduro, erede di Chavez, che ha aperto la strada alle dittature sudamericane di sinistra (vedi Correa in Ecuador, Morales in Bolivia). I pochi venezuelani genovesi hanno sfidato il gelo di stasera per urlare in faccia ai genovesi i crimini di Maduro e dei suoi aguzzini, nel silenzio della sinistra massimalista italiana. In Venezuela, ogni giorno scappano circa 10 mila cittadini di Caracas per cercare la libertà in Ecuador, Colombia, Perù e Brasile, per non parlare degli Usa. Tutti i negozi in Venezuela sono chiusi, le banche sono fallite, gli ospedali non hanno le cure per garantire di guarire i feriti. Insomma, si vedono persone in fila nei negozi che aspettano per ore le razioni scarne del governo comunista di Maduro. Alla chiesa cattolica, da sempre guida del paese sudamericano, è stato messo il bavaglio, ridicolizzato il genovese Cristoforo Colombo. Opposizioni di centrodestra, in passato divise tra i duri e puri ed i concilianti, silenziate con la forza, addirittura le elezioni sono state un bluff.

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