Gli stranieri si sparpagliano a Genova

Comunità ecuadoriana in festa alla Foce nella parata della festa dell'amicizia

Un tempo, alle origini dell'approdo degli stranieri a Genova, abitavano solo nella zona ristretta

del centro storico. Poi, con l'arrivo della folta comunità ecuadoriana, e quindi di albanesi e romeni, anche i quartieri poveri ed operai della Lanterna furono interessati da questo fenomeno: in primis Sampierdarena, poi assieme Cornigliano, Certosa, Rivarolo e Bolzaneto. Le successive ondate, la cosiddetta seconda generazione, hanno invece interessato i quartieri di Marassi, Dinegro, San Teodoro, Lagaccio, Oregina e San Fruttuoso. Addirittura, ci sono stranieri che nel corso degli anni si sono messi un po' di denaro da parte ed abitano a San Martino, alla Foce, a Sestri Ponente, a Pegli e a Prà, ed anche a Voltri. Insomma, sui bus di levante non si vedono più solo le badanti dell'Est Europa e le sudamericane, ma anche cittadini stranieri che hanno la residenza, vedi a Sturla, dove sono cresciuti e anche di molto negli ultimi anni.

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