Recco per il giorno del Ricordo

Tra il 1945 e la fine degli anni cinquanta, alla frontiera orientale dell’Italia, poco

più di 250.000 nostri connazionali dovettero abbandonare le proprie abitazioni e con esse la regione dove da anni avevano eletto una stabile residenza. Un intero popolo fu sdradicato dalla sua terra (l”Istria, la Dalmazia, la Venezia Giulia), offeso negli affetti più intimi e privato della disponibilità dei propri beni materiali.
Una parte di questi esuli ha raggiunto Recco, integrandosi rapidamente e in maniera compiuta.
Essi hanno concorso in misura importante alla ricostruzione e alla crescita economica della nostra città.
Più ancora, è di esempio per tutti il loro senso di appartenenza alla comunità nazionale, una e indivisibile.
Al dramma degli esuli istriani, fiumani e giuliano-dalmati si associa il martirio degli italiani infoibati dai soldati del maresciallo Tito, i cui corpi non sempre poterono essere affidati alla pietà dei loro cari.
Di questa “pulizia etnica” per troppo tempo non se ne è voluto parlare, come conseguenza distorta di presunte ragioni di opportunità politica.
Il significato della giornata del ricordo è anche quello di perpetuare nella memoria collettiva il sacrificio di questi italiani.

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