Amministrative in Liguria, tanta carne al fuoco

Passate le politiche dello scorso 4 marzo, ma non è ancora detto che non si rivoti

da qui a fine giugno se non si trova una quadra di governo tra centrodestra, Movimento 5 Stelle e Pd, sono in arrivo le amministrative in Liguria. Certo, non così importanti come quelle dello scorso giugno, quando si votò a Genova, La Spezia e Chiavari, ma pur sempre determinanti per capire il barometro politico.
Sono una ventina i comuni liguri al voto, tre quelli sopra i 15 mila abitanti e quindi con un potenziale ballottaggio: un capoluogo di provincia, Imperia, in mano da sempre al centro o centrodestra e solo negli ultimi cinque anni il fortino è caduto nelle mani della sinistra, la rossissima Sarzana Ligure nello spezzino, attuale sindaco Alessio Cavarra del Pd (fedelissimo della Paita), e Sestri Levante, enclave rossa in un mare prima bianco, poi azzurro, ora forse verde. Ma da non dimenticare anche le elezioni a Camogli, dove la sinistra va verso l’unione degli intenti tra le due anime che da sempre dividono il paese del Golfo Paradiso.
Di vitale importanza anche le elezioni ad Alassio, dove si prefigura un altro scontro fratricida nel centrodestra, visto il ritorno del berlusconiano Melgrati, ma il centrodestra candida ufficialmente un altro candidato,. Melgrati fu sindaco della cittadina savonese per tre mandati. Quindi voto blindato anche a Bordighera, con il centrodestra che va verso un partito unico arancione, con il mal di pancia leghista.

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