Serafini, una polemica senza fine

Elisa Serafini, ex assessore di Tursi

Polemica sterile quella dell’ex assessore al Comune di Genova, Elisa Serafini. Ora che è passato

il Capodanno, la Serafini, beccata da mezza giunta di centrodestra, ma sponsorizzata da Massimo Ferrante (presidente del Municipio Bassa Valbisagno, legato al Pd, anche se non è un iscritto), scrive per l’ultima volta il suo pensiero, dopo la mancanza di un big ad illuminare il San Silvestro dei genovesi. La Serafini, tra le altre cose, favorevole alle coppie di fatto e anche al matrimonio tra due persone dello stesso sesso (aveva partecipato al Gay Pride genovese), era stata l’artefice dei famosi ombrelli nelle strade del capoluogo ligure in occasione di Euroflora): <Torno, spero per l’ultima volta, sulla triste vicenda dei dati del turismo a Genova durante le feste di Capodanno. Indovinate cos’è successo: le istituzioni locali non hanno comunicato le presenze alberghiere, non ci sono dati sui visitatori nei musei, non è stato comunicato nulla. 
Sui giornali di ieri, il rappresentante di Federalberghi ha purtroppo confermato il crollo preannunciato (-30%) e altre fonti della categoria rivelano che, in zone come Nervi, gli alberghi hanno avuto occupazione al 50%. 
Solo un anno fa, da questa stessa pagina, avevamo comunicato dati, percentuali, provenienze, tutto quanto fosse in nostro possesso. Certo, si trattava di dati positivi, che “politicamente” valeva la pena spendere, ma io ho sempre comunicato anche i dati “negativi” o che facevano presupporre qualche errore di valutazione, come ad esempio un’edizione primaverile dei Rolli Days che non era andata come speravamo. Risposi in aula ad un’interrogazione del PD, spiegando che anche io mi ero interrogata sui motivi del calo. 
Avevamo individuato le possibili cause e programmato delle azioni differenti per il futuro. Di certo non mi sono sognata di insultare il consigliere di opposizione. 
Questo è - secondo me - fare politiche pubbliche: programmare, eseguire, interpretare successi e insuccessi, e soprattutto comunicare agli azionisti (i cittadini), i risultati delle nostre azioni. A Genova purtroppo si è aperta una brutta pagina di politica locale, fatta di mancanza di trasparenza, di attacchi violenti e personali. Una pagina molto simile a quella che stiamo vedendo su scala nazionale: incapacità, approssimazione, mancanza di rispetto verso i principi che regolano le istituzioni democratiche. 
Senza trasparenza e senza libertà di espressione e di critica, la politica sarà solo un inutile e pericoloso esercizio di potere.>.

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