Ponte Morandi, che non sia una parata!

Il premier Conte e il ministro Toninelli oggi sono venuti a Genova per l’avvio della demolizione

del ponte Morandi (e così siamo alla terza inaugurazione della demolizione dal 15 dicembre). Ma al di là delle passerelle politiche, dal Governo ci aspettiamo atti concreti e tempestivi. Stiamo ancora aspettando, da novembre, quando è stato convertito in legge il Decreto Genova, il provvedimento del Mise necessario per attuare l’articolo 8 del Decreto stesso, che consente l'esenzione del pagamento di tributi e contributi alle aziende della zona franca urbana. La scadenza per la presentazione delle domande è il 28 di febbraio, ma ad oggi non solo le imprese non hanno visto un euro, ma non sono neppure in condizione di scegliere tra i benefici previsti dall’articolo 4 (Misure a sostegno delle imprese danneggiate) e quelli previsti dall’articolo 8 del decreto (Zona franca urbana). Inoltre siamo ancora in attesa della proroga di un anno della sospensione dei tributi per 755 aziende e 567 persone fisiche, che doveva essere inserita nel Bilancio dello Stato 2019, poi doveva essere messa nel Decreto Semplificazioni e ancora adesso non sappiamo quando e in che modo tale sacrosanta proroga verrà garantita. Stesso discorso vale per le risorse mai individuate per gli abitanti della cosiddetta zona arancione.

Infine non possiamo dimenticare che, a fronte delle distruttive mareggiate di ottobre, la Liguria sconta quasi mezzo miliardo di danni tra strutture pubbliche e imprese, ma ad oggi il Governo ha stanziato la miseria di 14 milioni, nel silenzio più totale da parte di Toti e Bucci. Oltre ai selfie sotto il ponte di Genova ci aspettiamo dal Governo risposte adeguate ai bisogni della città e della Liguria.  

 

Il capogruppo del Pd ligure Giovanni Lunardon

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