La rivoluzione di Di Maio

Si avvicinano le politiche e da sinistra arrivano pesanti bordate all’indirizzo

del candidato premier del Movimento 5 Stelle, il moderato napoletano classe 1986 Luigi Di Maio. Il grillino (si era sparsa la voce di una sua fantomatica lista di duri e puri, subito smentita) è finito nel mirino della sinistra massimalista che prova a superare il quorum del 3% entrando in parlamento e lo attacca anche sulla Legga Fornero: “Via 4000 leggi nei primi giorni di governo” per favorire le imprese. “Via l'Irap”, già ribassata da Renzi, a favore delle imprese. “Via gli studi di settore”, a favore delle imprese. Nuovo abbattimento della tassa sui profitti (Ires), già ridotta drasticamente da Prodi (e Ferrero) e poi ancora da Renzi, col plauso entusiasta delle imprese. La campagna elettorale di Di Maio è un'appassionata dichiarazione d'amore per Confindustria e...

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