Il Pd preoccupato sul piano industriale

Esprimiamo forte preoccupazione per il piano industriale di Amiu, presentato ieri

pomeriggio in Commissione consiliare. 
Nessuna risorsa è stata prevista per la costruzione degli impianti necessari (impianto di trattamento dei rifiuti e biodigestore). Ci sono solo 200.000 euro per la semplice progettazione del biodigestore a Scarpino.
In tutto il mondo civilizzato si chiudono le discariche. Genova invece punta tutto sulla riapertura di Scarpino, prevista a maggio 2018. Al di là della verifica dell’impegno, invece di parlare di discarica, non avrebbe senso parlare di polo impiantistico? Anche perché solo un polo impiantistico con degli investimenti può garantire un servizio efficiente ai genovesi per la raccolta dei rifiuti. Senza impianti, Amiu sarà ancora costretta a portare le risorse fuori regione, con aggravio di costi a carico dei cittadini.
Il piano industriale AMIU si regge su aumenti di ricavi e diminuzione di costi "teorizzati", ma non certi.
Unica certezza è il ruolo della società mista pubblico/privata Quattro Erre, che la Giunta Doria aveva deciso di liquidare, e che Bucci ha scelto di rimettere in pista. Nel piano industriale si legge che "costituisce un'opportunità per la realizzazione di un'impiantistica focalizzata sul recupero di materia, propedeutica e transitoria all'impiantistica del polo di Scarpino".
Come a dire: Amiu non ha le risorse necessarie, e gli impianti li facciamo costruire ai privati.
Così Amiu rischia di restare solo società di spazzamento.
Sempre sul Piano Industriale, per agevolare il conferimento da parte dei cittadini e diminuire l’abbandono dei rifiuti in città, riteniamo necessario che nelle Isole Ecologiche si preveda una divisione dei flussi degli utenti fra chi consegna materiali occasionalmente e chi invece vi si reca abitualmente e per lavoro.

Gruppo PD Comune Genova

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