Casapound replica a LeU

“Luca Pastorino, esponente di Liberi e Uguali, ha pensato bene di mandare una diffida alle autorità competenti

al fine di far rimuovere tre o quattro manifesti che abbiamo affisso sulle nostre stesse saracinesche. Un gesto ridicolo alla luce della realtà dei fatti: ci sono stati ritardi del Comune nell’affidamento degli spazi elettorali. Tali ritardi favoriscono i partiti che godono di grandi finanziamenti – e che quindi approfittano di forme differenti e più costose di propaganda elettorale - a discapito di chi, come noi, non può ancora affiggere i propri manifesti sulle apposite plance elettorali. I nostri manifesti, inoltre, pagati e affissi dai militanti stessi, non possono rappresentare un problema in una campagna elettorale dove gli altri partiti spendono migliaia e migliaia di euro ciascuno per pubblicità sui mezzi pubblici ed enormi poster da 6x3 metri in giro per la città. Noi i soldi li spendiamo in altri modi, per esempio cercando di creare strutture d’aiuto per le famiglie italiane in difficoltà”. Lo afferma il responsabile provinciale di CasaPound Genova, Christian Corda.

 

“Ancora più insensate – continua Corda – sono le parole di Pastorino nei nostri confronti, quando afferma che ‘non bisogna mai abbassare la guardia e concedere zone franche a chi non ha rispetto delle leggi ed esercita violenza al solo scopo di intimorire le persone che la pensano diversamente’. Si tratta di dichiarazioni paradossali, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti: città da alcuni giorni sotto assedio da parte degli antifascisti, monumenti alla memoria delle Vittime delle Foibe imbrattati e vandalizzati, cori che inneggiano alle Foibe e alla pulizia etnica che i partigiani di Tito perpetrarono contro gli italiani. 

Questi fatti, di una gravità assoluta, che sono rimasti impuniti e per cui non è stata spesa una parola di condanna, sono imputabili a quella sinistra antifascista tanto vicina a Pastorino. Per questo invitiamo l’esponente di LeU a guardare in casa propria prima di muovere accuse false e infamanti contro CasaPound”.

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