Branciaroli alla Corte

Martedì 14 novembre alle ore 20.30 debutta al Teatro della Corte “MEDEA” di Euripide con Franco Branciaroli

di nuovo protagonista della storica edizione diretta da Luca Ronconi nel 1996 e qui riallestita da Daniele Salvo. In scena con Branciaroli, Alfonso Veneroso, Antonio Zanoletti, Tommaso Cardarelli, Livio Remuzzi, Elena Polic Greco, Elisabetta Scarano, Serena Mattace Raso, Arianna di Stefano, Francesca Mària, Odette Piscitelli, Alessandra Salamida, Raffaele Bisegna e Matteo Bisegna.
La scena di Francesco Calcagnini è ripresa da Antonella Conte, i costumi di Jacques Reynaud sono ripresi da Gianluca Sbicca, le luci di Sergio Rossi da Cesare Agoni.
Dopo la conquista del vello d’ora nella Colchide, Giasone e Medea (in greco significa “maga”, nomen omen) si trasferiscono a Corinto, insieme ai due figli. Per seguire il marito nelle sue imprese Medea ha abbandonato il padre ed ucciso il fratellino Absirto. Dopo alcuni anni di felicità, Giasone decide di ripudiare Medea per sposare Glauce, la figlia del re di Corinto, per avere diritto di successione al trono. La sposa esige spiegazioni ma, una volta di fronte alle tiepide scuse e all’indifferenza del marito, prepara la sua atroce vendetta che culminerà nell’assassinio dei figli avuti con Giasone. La storia di Medea è quella di un’eroina tragica vittima dell’ingiustizia della società nei confronti della donna che, a differenza dell’uomo, può essere ripudiata senza scrupoli o ragione: il suo dramma è un capolavoro di analisi psicologica femminile, fin nel lato più oscuro della passione. 
Nelle note di regia di Ronconi si legge – Medea è una “minaccia”, che incombe imminente anche sul pubblico. Per questo suo essere una creatura misteriosa e mostruosa può anche essere interpretata da un uomo. La sua non è una tragedia della femminilità, ma della diversità: «Io non interpreto una donna – dice Franco Branciaroli - sono nei panni di un uomo che recita una parte femminile, è molto diverso. Medea è un mito: rappresenta la ferocia della forza distruttrice. Lei è una smisurata, dotata di un potere sinistro.
Che usa la femminilità come maschera, per commettere una serie mostruosa di delitti: non è un caso che la prima a cadere sia una donna, la regina, la nuova sposa di Giasone».
“MEDEA” è un’occasione di rivedere una delle pietre miliari della regia teatrale del tardo Novecento ed un doveroso omaggio a un Maestro del Teatro Italiano come Ronconi (scomparso nel 2015) da uno degli artisti con cui ha lavorato più a lungo, Franco Branciaroli. Basti ricordare spettacoli impressi nella memoria collettiva come La vita è sogno, Prometeo incatenato, Lolita. 
“MEDEA” debutta il 14 novembre e rimane alla Corte fino a domenica 19 novembre.
Lo spettacolo è in scena dal martedì al sabato alle ore 20.30, domenica alle ore 16.
La recita del giovedì inizia alle 19.30.
Mercoledì 15 novembre nel foyer del Teatro della Corte, Franco Branciaroli e la Compagnia di “MEDEA” incontrano il pubblico. Conduce Umberto Basevi.

Ingresso libero.

Paolo Fizzarotti

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