Mister Bellingardo: la mia avventura alla James

Una vita alla Sampdoria, dai Pulcini fino alla Primavera. Ma a 37 anni, il tecnico

Roberto Bellingardo, dal cuore blucerchiato, si dedica da tempo al mondo del pallone, ma dall’altra parte della barricata, nel ruolo di allenatore, con ottimi risultati, mettendo sempre cuore e passione, volontà e determinazione.

1) Roby, sei uno dei pochissimi ex giocatori in circolazione che sei partito dai Pulcini della Sampdoria fino a sfiorare la prima squadra blucerchiata? Hai dei rimpianti per la tua mancata carriera da calciatore professionista?
<Ringrazio la James, in primis di tutto per quello che sta facendo. Io ormai vivo di ricordi, ero stato selezionato tra tanti giocatori della leva 1981, per selezionare i Pulcini blucerchiati, pensate, ben quattro giocatori arrivati dal Baiardo. Per esempio, c’era il portierone Puggioni, che ha fatto moltissimi anni in serie A, io sono rimasto fino alla Primavera. Il Genoa mi aveva cercato, ma l’avevo rifiutata e andai allo Spezia, ho sempre giocato come titolare nella Primavera dello Spezia, fino ad allenarmi con la prima squadra degli “aquilotti” in serie C1. A causa del gravissimo infortunio, prese il mio posto un signor giocatore come Ficagna, un altro ’81, una vita al Siena, al Cesena e allo Spezia, che tutt’ora gioca in serie C. Il giorno più bello? Quando vinsi il premio come miglior giocatore al torneo d’Ospedaletti, dove trionfammo in finale con il forte Torino per 3-1, rimontando il gol di svantaggio iniziale>.

2) Quali sono stati i tuoi grandi maestri alla Samp? E cosa trasmetti di questo ai tuoi bambini della James?
<Sono sincero, sono dei pochi fortunati ad avere come mister alla Sampdoria Rocco Fotia, che tutt’ora mi dà una mano, un aiuto al suo vecchio allievo, quindi Giovanni Re fu un grande maestro per me. Fui allenato anche da Nuciari, l’ex portiere della Sampdoria dello scudetto, ma anche al Baiardo ho trovato dei grandi mister, Aloi e Piredda.

3) Come giudichi fin qui la stagione della tua leva 2007?
<I bambini sono contenti e se i genitori non si lamentano troppo significa, insomma, che abbiamo fatto bene. Solitamente non è affatto facile accontentare i genitori. Ho una squadra di bambini più o meno avanti. Io potrei essere ancora più contento, ma ancora non è finita la stagione!>.

4) Il prossimo anno tutti a Bavari a 9. Che stagione sarà per te? Quali saranno i tuoi obiettivi?
<Nell’ultimo mese ho avuto sette / otto richieste da altri team che mai mi sarei aspettato, mi riempie di gioia e non me lo sarei aspettato, ma resto alla James! Obiettivo? Che tutti siano contenti e che si mettano nella zucca dei genitori e dei bambini perché siamo in quel campo a sudare, correre, lottare e divertirsi imparando>.

5) Fai parte della mitica leva 1981, quella che vinse tutto quello che c'era da conquistare nel Baiardo. Sei ancora in contatto con alcuni di loro?
<Siamo un gruppo molto unito, ci si vede con le famiglie, si racconta di episodi vissuti sul campo di calcio. Con Poggi si organizza tornei assieme, con Bonadies si sente tantissimo, non me li dimentico uno, siamo un gruppo bellissimo a distanza di anni>.


6) Pianeta James: un mondo nuovo per te. Come ti trovi in questa società in grande espansione?
<Quando ero ancora in un’altra società, mi si parlava della James senza futuro, non organizzata, che non sarebbe durata. Invece, il sottoscritto decide di cambiare società al bimbo, mio figlio Alessio, e la prima società alla quale mi rivolgo è proprio la James, che rappresenta il futuro e non solo il presente. Noi alla James non abbiamo un capo padrone, ogni idea viene condivisa, non viene mai rifiutata, molti mezzi sono disponibili, campi bellissimi, società con divise nuove e fresche, mezzi sempre alla ribalta, sempre seguita con abbinamenti importanti come Juventus prima e Torino ora. Faccio i complimenti a tutti, allo stesso Marco Luciani in primis che ripone grande fiducia in me>.

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