Mister Paolo Zanardi: sono malato di calcio!

Mister Paolo Zanardi, di Marassi, ex di Arecco, NS Fruttuoso, Segesta, Sori e Vecchio Castagna

Abbiamo raggiunto telefonicamente il mister Paolo Zanardi nel suo “buen ritiro”

ad Alpe di Gorreto in val Trebbia per un intervista calcistica e non solo … 

Buonasera Mister, come va? 
“Ho passato momenti migliori ma nella vita ciò che non ci fa cadere ci rafforza per il prosieguo” 

In questa stagione lei allenava il Vecchio Castagna in Prima categoria, poi è stato esonerato, se ciò lo considera una “caduta” allora si è rafforzato …  
“Si sono stato esonerato durante la sosta natalizia precisamente il 2 gennaio per gli scarsi risultati ottenuti. Risultati dei primi quattro mesi ritenuti inadeguati al primo anno del Vecchio in Prima Categoria confermando per intero la rosa della stagione precedente per cui seguendo pedissequamente le direttive societarie nel portare avanti il “gruppo” che a prescindere dai risultati sarebbe stato in futuro (in Prima o Seconda che sia) ancora la base su cui poggiare le prossime stagioni sportive. Nonostante ciò avevamo convenuto a novembre assieme ai dirigenti che l’obiettivo della salvezza era realistico a patto che durante il mercato invernale si riuscisse a snellire la rosa in quanto ogni giovedì lasciavo a casa 3/4/5 elementi, la rosa era di 25 giocatori, creando settimanalmente malumori in un gruppo coeso e contestualmente si convenne di rafforzarla con un portiere ed un difensore centrale di categoria possibilmente entrambi fuoriquota. Questi obiettivi che ci eravamo posti li abbiamo tutti centrati prima di Natale: Bellomo, Guarnieri e Moschillo trasferiti al Pieve – Casazza svincolato – Porcù portiere ’97 in entrata dal Marassi e Maffia difensore centrale ’97 in entrata dalla Goliardica. Ero ed eravamo pronti con forza ed entusiamo a ripartire con idee più chiare su tutto : rosa, ruoli e tattica …”  

Invece cosa è successo? 
“Non è corretto dire “invece” perché nel Calcio non si inventa nulla e quanto progettato con i dirigenti in quel periodo invernale lo si è poi raccolto nei mesi successivi, senza di me però, i primi quattro mesi ci sono serviti per comprendere la categoria, per conoscersi e per riassettare la rosa come suddetto … insomma io ho fatto il lavoro sporco sul motore ed altri adesso possono guidare il Vecchio con le mani pulite sul volante lucidato verso la salvezza … non fatemi però scendere nella mera polemica perché questi ragazzi meritano quanto stanno raccogliendo e sono molto contento per loro, per tutti loro”        

Lei è sempre stato considerato un allenatore spregiudicato, nei moduli negli atteggiamenti anche mai banale nelle interviste, questo esonero può ridimensionarla? 
“Sono dell’idea che non vi è miglior insegnante delle avversità. Ogni sconfitta, ogni batticuore, ogni perdita, contengono il loro proprio seme, la loro propria lezione su come migliorare la prestazione la volta successiva. Da questa “sconfitta”, è il primo esonero, ho imparato a limare una parte del mio carattere nel cercare di collaborare per quanto possibile con i dirigenti, anche se per natura sono più adatto ad un ruolo da allenatore-manager, alla “Ferguson”, con tutto accentrato sulle mie spalle”   

Lei lavora in un settore particolare, quanto dell’ambiente lavorativo riesce ad apprendere per traghettarlo nel suo hobby da allenatore? 
“A dire la verità nulla perché seppur lavoro in una società di calcio professionistico mi occupo di un area aziendale che non ha nulla a che fare con l’area tecnica inoltre è doveroso da parte mia scindere le due cose perché sarebbe sbagliato e pesante considerarle alla stessa stregua. Uno è il Lavoro per il quale grazie allo stipendio la mia Famiglia vive, l’altro è un hobby che mi permette di tornare ogni giorno al lavoro più sereno … come chiunque abbia un lavoro ed una passione da coltivare” 

Il quartiere dove abita e quello dove le piacerebbe abitare? 
“Abito a Marassi in una via tranquilla e “verde” nonostante la caoticità del quartiere, ma il cuore mi porta sempre tra Castelletto e Corvetto in via Bertani in piazza dei Cappuccini in Salita delle Battistine in Villetta Dinegro … questi erano e saranno per sempre i miei luoghi!”

A quale squadra che ha allenato è più legato? 
“E’ un po come scegliere tra il succo d’uva ed il vino. Tra Arecco, N.S. Fruttuoso, Segesta, Sori e Vecchio Castagna ad ognuna sono legato da esperienze forti, positive o negative, i rapporti umani consolidati nello sport da emozioni adrenaliniche mi legheranno con i protagonisti per sempre, giocatori soprattutto”   

Ma ne dovesse scegliere assolutamente una … 
“Beh in questo caso direi Segesta, seppur sia la più distante laggiù mi sento sempre “a casa” con tre promozioni in cinque anni spalmati in due epoche diverse” 

Genoa o Samp? 
“Solo la Sampdoria, flash di epoche diverse come quella dello scudetto e della stagione successiva con la cavalcata Champions fino a Wembley, anche quella della prima Coppa Italia indimenticabile, come anche la bellissima Samp in serie B al primo anno di Mantovani o quella di Eriksson entrambe con giocatori fantastici per i campionati in cui giocavano”  

Anche di giocatori ne ha allenati parecchi, chi metterebbe sul podio? 
“Domanda antrettanto controversa, ci sarebbero due podi da fare in quanto è un po come scegliere tra giocatori alla “Messi” che hanno l’essenza del Calcio dentro di loro e calciatori alla “Ronaldo” che solo lavorando tantissimo anche dal punto di vista fisico e mentale possono esprimere giocate come quelli alla “Messi”…” 

Allora ci dica il suo podio alla “Messi”…   
“Al primo posto Mirko Lubiano, le sue giocate sopraffine talvolta anche senza utilità per la squadra mi facevano godere in panchina come non mai, a lui chiedevo proprio solo di farmi divertire e sorridere provando qualsiasi giocata sentiva di fare e se non riusciva mi incazzavo con i compagni che non gli davano la giusta copertura! Ricordo ancora il suo ultimo goal in un Segesta-Valle di qualche hanno fa, lui era in panchina reduce da un infortunio, avevamo subito il goal del pareggio a 15’ dalla fine, durante l’esultanza degli avversari lo feci entrare in campo, andò a battere a metà campo e dopo essersi fatto toccare il pallone dal compagno vide il portiere avversario ancora baldanzoso al limite dell’area, lo trafisse da metà campo, 2-1, avversari psicologicamente annientati, finale di gara 4-1, questo goal è ancora online su youtube.  
Al secondo posto Stefano Caffese, molto più giovane di Mirko ma stessa postura e stessa classe con una testa tutta da decifrare ad ogni allenamento e ad ogni gara. Di lui ricordo la partita giocata all’Ottavio Barbieri di Montaretto in un infuocato Framura-Segesta, gli avversari molto esperti e “cattivi” cercavano di prenderlo anche fisicamente ma non ci riuscivano mai e la volta dopo ci riprovavano sempre con più ferocia, fece tripletta di cui il secondo goal con una scucchiaiata da fermo incredibile. Sulla stessa azione era lanciato a rete dalla fascia sinistra, campo in erba naturale inzuppato d’acqua, lui si allunga la palla in fascia, il difensore e capitano avversario in recupero incarognito dal centro verso la fascia laterale prende le misure per un entrata in scivolata da codice penale, Stefano fiuta le intenzioni del difensore e con una frenata/sterzata impressionante danzando sul pallone osserva passare davanti a lui il difensore in scivolata senza freni sull’erba bagnata col volto esterefatto di chi sa di andare al patibolo sfracellandosi malamente contro il muretto del recinto di gioco e da li osservare rantolante a terra la scucchiaiata finale di Stefano davanti al portiere, fantastico! 
Medaglia di bronzo a Marco Bracco, il “Fenomeno”, per lui non esistono altri aggettivi, io lo ho avuto poco e solo nell’ultimo periodo ma ciò basta per farlo salire sul podio. Una volta gli chiesi come fa ad essere ancora determinate ed integro fisicamente alla sua età e lui molto candidamente mi confidò che non ha mai perso tempo ed energie per allenarsi … sapete qual è il colmo per lui? da un po di stagioni “perde” tempo a fare il Coach!”

Passiamo al podio dei “Ronaldo”, di quelli che secondo lei Mister senza un integrazione di lavoro fisico e mentale non potevano produrre giocate altrettanto sublimi … 
“In questa categoria farei veramente fatica a fare una classifica perché ognuno di essi poteva non avere avuto in dono le qualità tecniche dei suddetti Lubiano/Caffese/Bracco ma sicuramente rispetto a loro hanno dovuto spremersi di più dal punto di vista fisico, tattico e mentale per farsi apprezzare da me sul campo. Senza questa categoria di “umili” giocatori quelli alla Lubiano/Caffese/Bracco non avrebbero la possibilità di esprimere le loro qualità tecniche. In questi anni con alcuni di questi giocatori è nata anche un amicizia, sentimento vero che non sta nell'altro, ma dentro noi stessi. Siamo noi che lo risvegliamo. Ma, perché questo accada, abbiamo bisogno dell'altro. La vita ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni ed il Calcio è un serbatoio continuo di emozioni estreme sia in positivo che in negativo da cui possono nascere Amicizie per una vita intera” 

Il suo cantante preferito? 
“Sono aperto ad ogni genere, solitamente preferisco la musica italiana e la canzone che ascolto deve accompagnare il mio stato d’animo di quel momento insomma una fusione alquanto complicata ma che quando si verifica mi inebria di felicità … ultimamente ho scoperto tramite mio figlio “Murubutu” un rapper di ispirazione letteraria mentre sul vintage mi piaciono canzoni quali “Giramondo” di Nicola di Bari o “E’ finita l’allegria” di Paolo Rugolo”

Come passa i weekend senza andare in panchina? 
“In serenità, talvolta lavorando, spesso al paese nativo in Val Trebbia accompagnato ogni tanto dalla famiglia compatibilmente con gli impegni di tutti ma sempre dal mio fidato ed inseparabile Otto, il mio Lagotto Romagnolo di quasi quattro anni. E poi alla domenica verso le 13 scruto con ansia il risultato finale del Vecchio, tifando per le gesta dei ragazzi che meritano, loro, questa salvezza storica” 

Per la prossima stagione ha già preso impegni? 
“Sono sincero, no. Intanto tutti i campionati sono nelle fasi decisive per cui anche i dirigenti confluiscono le loro attenzioni sul campo. Poi prima di prendere un impegno devo valutare attentamente un eventuale trasferimento logistico della struttura in cui lavoro per cui riassettarmi sul tragitto casa-lavoro-casa per capire i nuovi margini di tempo da dedicare al mio hobby”

Mister sceglie Destra o Sinistra? 
“Scelgo la Storia. Sono italiano, ligure e genovese di una Valle “chiusa” come quella del Trebbia. Adoro il mio paese nativo, la mia città, la mia regione e la mia nazione. Vedere “foresti” residenti in Valle a cui non appartengono appunto per la loro e la nostra Storia mi appare “strano” ma mi pongo anche la domanda del perché sono arrivati fin qui … forse come i nostri avi nati in Valle che durante la Seconda Guerra mondiale emigravano verso le Americhe in cerca di fortuna e probabilmente all’inizio hanno trovato le stesse “avversità”, per cui comprendo e accetto. Scegliere tra Destra e Sinistra ai giorni nostri è un po' come quando chiedevo a mia nonna alla sera cosa preferisse vedere in TV e lei con disincanto mi rispondeva in genovese “…tra u marsu e a muffa…” così posso rispondere io adesso perché ai giorni nostri è facile fare scelte che possiamo cambiare anche a distanza di pochi anni, mesi o giorni senza nessun dazio da pagare … penso invece al periodo della Seconda Guerra mondiale quando nelle numerose famiglie di allora, e penso a quella di mio padre, le scelte erano fatte con convinzione e con l’ardore patriottico e spesso per onorarle lo si faceva mettendo a reppentaglio la propria vita … ed allora penso a mio padre che era una staffetta partigiana ma penso anche al mio zio paterno fratello di mio padre che era repubblichino … allora si che erano scelte vitali!”

Torniamo al calcio, il suo giocatore, l’idolo giovanile? 
“Per come intendo il Calcio posso citare solo Lui, il “14”: Johan Cruyff. Avevo sette anni durante i Mondiali del ’74 in Germania, mio papà aveva comprato da poco la nostra prima televisione in bianco-nero a cui era stato riservato in sala il posto d’onore in alto sopra una credenza. In quella torrida estate a casa nostra venivano a vedere le partite dell’Italia il lattaio e il tabacchino di piazza dei Cappuccini, il vicino di casa ed un parente che abitava in fondo a Salita delle Battistine, vennero solo tre volte perché l’Italia venne velocemente eliminata … la televisione però continuava a trasmettere alcune partite ed io mi innamorai di una squadra che indossava una maglia arancione, così diceva il telecronista perché io la vedevo grigia come le altre, mi innamorai perché giocavano “liberi” proprio come noi in piazzetta ed erano tutti cappelloni ed il loro Capitano era il più bravo di tutti, era Johan Cruyff. Da allora ogni giocata in piazzetta con gli amici o in casa col Subbuteo era ed è per imitare lui … senza riuscirci!”

Nel salutarla mi dica ancora i suoi progetti nel breve periodo? 
"Porto fuori Otto per l'ultima passeggiata fino al mulino, poi chiudo casa e si scende a Genova per riprendere la settimana lavorativa … come vede nel breve periodo ho le idee molto chiare … ahahah!"


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