Criminalità in Liguria: Genova supera Imperia per incidenza di reati
L’analisi del ‘Sole 24 Ore’ evidenzia il primato negativo del capoluogo ligure nel contesto regionale
L’ultimo Indice della criminalità elaborato da Il Sole 24 Ore ridisegna la geografia della sicurezza in Liguria, accendendo i riflettori sulla situazione di Genova. Sebbene l’attenzione fosse inizialmente rivolta alla provincia di Imperia (11esima in Italia), i dati rivelano che il capoluogo regionale registra un’incidenza di denunce ancora superiore, confermando la tendenza che vede le grandi aree urbane come centri nevralgici dei fenomeni delittuosi.
I numeri di Genova: il dato più alto della regione
Dall’analisi emerge che Genova “scavalca” Imperia in termini di densità criminale. I numeri registrati per il territorio genovese sono i più elevati della regione:
Totale reati denunciati: 39.479 casi complessivi.
Incidenza: 4.822,5 denunce ogni 100.000 abitanti.
Questo dato pone Genova al di sopra della media registrata a Imperia (che si ferma a 4.712,8 denunce ogni 100mila abitanti), delineando un quadro che richiede attenzione sul fronte della sicurezza urbana.
Il confronto regionale: la situazione delle altre province
Il rapporto permette di contestualizzare il dato genovese rispetto al resto della Liguria. La classifica regionale della criminalità, basata sul numero di segnalazioni, si delinea come segue:
Genova: Prima per incidenza e numero assoluto di reati (4.822,5 denunce ogni 100mila abitanti).
Imperia: Si colloca all’11esimo posto nazionale, subito dietro Genova per incidenza statistica.
Savona: Occupa il 14esimo posto nella graduatoria nazionale, con 11.455 segnalazioni totali.
La Spezia: Si conferma la provincia più tranquilla della regione, posizionandosi al 39esimo posto con 7.559 episodi registrati.
Il contesto nazionale e normativo
La situazione di Genova riflette un trend nazionale che vede le grandi metropoli ai vertici della classifica dell’illegalità: Milano, Firenze e Roma occupano infatti i primi tre posti, seguite da altre realtà urbane importanti come Bologna e Torino.
Il 2024 ha consolidato una crescita della criminalità successiva al periodo pandemico, sebbene i dati provvisori del Viminale per i primi sei mesi del 2025 segnalino un’inversione di tendenza con un calo generale del 4,9%.
A fronteggiare queste sfide interviene anche il nuovo quadro normativo. Il recente Decreto sicurezza (Dl 20/2025), approvato a giugno, rappresenta uno strumento chiave per le istituzioni: il provvedimento introduce 14 nuovi reati, inasprisce le aggravanti ed estende l’applicazione del Daspo urbano, misure che mirano a rafforzare il contrasto alla criminalità anche in realtà complesse come quella genovese.